Le regole della videosorveglianza e delle telecamere private

Le regole della videosorveglianza e delle telecamere private




Le regole della videosorveglianza e delle telecamere private

Sentirsi sicuri e proteggere la propria casa, eliminando la paura di trovarsi derubati, ha spinto sempre più persone ad installare impianti di videosorveglianza. Ci sembra pertanto utile parlare delle normative che regolano l’uso della videosorveglianza con questo articolo dal titolo le regole della videosorveglianza e delle telecamere private.

Videosorveglianza sicurezza e controllo

Videosorveglianza, sicurezza e controllo sono diventate. queste, le parole d’ordine per tenere sotto controllo le aree di proprietà e per evitare, o almeno scoraggiare, i furti e gli atti di vandalismo.





Sono nate figure professionali specializzate nell’installazione di impianti di videosorveglianza con telecamere sia interne che esterne, e di telecamere ad infrarossi per riprese di notte. Tali figure professionali guideranno chi ha esigenze di installare un impianto di videosorveglianza nelle giuste scelte per non violare le norme sulla privacy.

Chi siamo

Orip Orap è un gruppo di appassionati del web che cercano, con esperienze personali e con le ricerche fatte nel tempo sul web, di raccogliere curiosità, soluzioni e idee, mettendole a disposizione di tutti in un modo semplice e piacevole.

Videosorveglianza fai da te

La diffusione sul mercato di impianti di videosorveglianza fai da te ha visto tantissimi utenti installare in proprio le telecamere, dentro e fuori casa, senza ricorrere a professionisti specializzati.

Affidarsi esclusivamente alla propria volontà, o servirsi di tecnici poco qualificati, espone i proprietari delle abitazioni a sanzioni per violazione delle regole della privacy.

Ecco quindi che è consigliato, prima di installare le telecamere, conoscere le regole della videosorveglianza ed in che modo, ad esempio, vanno posizionate le telecamere private su pubblica via.









Le regole della videosorveglianza ed il GDPR

La videosorveglianza è un attività invasiva in quanto può facilmente violare le norme che regolano la privacy e la protezione dei dati personali.

Pensiamo, ad esempio, ad una telecamera privata puntata sul portone di ingresso di una villetta. La posizione nella quale è installata la telecamera, riprenderebbe anche la strada pubblica ed i cittadini che camminano sul marciapiede.

Il regolamento che disciplina la protezione dei dati personali è il GDPR (General Data Protection Regulation) che ha posto dei limiti alla videosorveglianza responsabilizzando il titolare del trattamento, cioè il proprietario di casa o il datore di lavoro se l’impianto è installato in una azienda.

Ho bisogno di un’autorizzazione per l’impianto di videosorveglianza ?

Per rispondere a questa domanda bisogna necessariamente fare alcune precisazioni su dove vogliamo installare l’impianto di videosorveglianza. In ambito domestico e per attività di carattere personale, se attiviamo impianti di videosorveglianza per tutelare i beni e la sicurezza delle persone, non abbiamo bisogno di autorizzazione.

Videosorveglianza nei condomini

Discorso diverso è invece fatto per gli impianti di videosorveglianza nei condomini e nei luoghi di lavoro. All’interno dei condomini è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea condominiale, votata da almeno il 50% dei millesimi, ed è obbligatorio installare dei cartelli per segnalare la presenza delle telecamere. Ovviamente in ambito condominiale le telecamere non possono riprendere aree private di proprietà di un singolo condomino.

Videosorveglianza nei luoghi di lavoro

L’installazione di telecamere di videosorveglianza sui luoghi di lavoro è consentita solo ed esclusivamente per esigenze organizzativo-produttive, per la sicurezza dei lavoratori e per tutelare i beni dell’azienda.

Non può essere in alcun modo utilizzata per controllare il lavoro e i comportamenti dei dipendenti. In ogni caso va data informativa sul trattamento dei dati al lavoratore.

Le telecamere possono inquadrare la strada pubblica ?

Ecco una delle domande più frequenti che ci poniamo quando parliamo di un impianto di videosorveglianza. A tal proposito il GDPR è stato chiaro, le telecamere installate da un privato non possono riprendere strade pubbliche o aree di pubblico passaggio.

Se nelle riprese video c’è anche un pezzo di strada pubblica, va riposizionata la telecamera o si adottano altri accorgimenti tecnici per limitare la ripresa alla sola porzione di area privata. Non si può ovviamente puntare la telecamera verso il proprio vicino o inquadrare aree di proprietà di terzi.

Il cartello di videosorveglianza

Quando installiamo telecamere la loro presenza deve essere opportunamente segnalata attraverso appositi cartelli.

I cartelli di segnalazione vanno messi prima del raggio di azione delle telecamere, in posizione ben visibile e devono contenere specifiche informazioni come il responsabile che detiene le immagini ed i motivi della videosorveglianza.

All’ interno della propria abitazione è possibile installare telecamere di videosorveglianza ma solo per la sicurezza dell’abitazione e delle persone che ci vivono. Se all’interno dell’abitazione c’è un lavoratore, ad esempio una baby sitter, è necessario dare a loro una informativa per iscritto della presenza delle telecamere specificando l’uso che si farà delle riprese. 

Quanto tempo posso conservare le immagini registrate ?

Se l’impianto di videosorveglianza effettua anche la registrazione delle immagini è bene sapere quanto tempo si possono conservare le immagini registrate. Ebbene tutto dipende da quali sono le finalità per le quali sono acquisite le immagini. Il regolamento non stabilisce un limite ben preciso ma responsabilizza il titolare del trattamento, ad esempio il proprietario di casa o il datore di lavoro, a stabilire quanto tempo tenere le immagini.

Ovviamente il tempo di conservazione delle immagini dipende dalla finalità dell’acquisizione, e si valutare che più tempo si tengono le immagini registrate maggiore sarà il rischio e la responsabilità da parte del titolare del trattamento.

Esempio su tempo di registrazione delle imamgini

Facciamo un piccolo esempio, il proprietario di un’appartamento installa un impianto di videosorveglianza per la tutela dei suoi beni e per sorvegliare gli oggetti che ha in giardino.

Scoprire se dal giardino è stato asportato qualcosa gli basterà uno o al massimo due giorni, il tempo di conservazione delle immagini sarà quindi di massimo 48 ore.

Conclusioni

In quest’articolo abbiamo visto le regole della videosorveglianza e delle telecamere private e quali accorgimenti adottare per installare un impianto di videosorveglianza.

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La tematica della videosorveglianza è trattata ed aggiornata sul sito istituzionale del Garante della Privacy.

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